Chi siamo

Il Foro italiano s.r.l. è nato, secondo quanto recita l’atto costitutivo, come società per la pubblicazione del giornale Il Foro italiano.

 

La compagine sociale

La sua compagine sociale (tutti collaboratori della Rivista o del Repertorio) è attualmente così composta:

Marco Annecchino

Anselmo Barone

Carlo Maria Barone

Antonella Capone

Daniela Carbone

Francesco Di Ciommo

Massimo Fabiani

Onofrio Fanelli

Maurizio Ferrari

Giovanni Fiandaca

Massimiliano Granieri

Alessandro Iacoboni

Giorgio Lener

Raffaele Lener

Francesco Macario

Livia Magrone Furlotti

Cristoforo Osti

Maurizio Paganelli

Roberto Pardolesi

Domenico Piombo

Andrea Proto Pisani

Michele Scialoja

Massimiliano Silvetti

Roberto Simone

Vincenzo Sinisi

Antonio Tizzano

 

Alle origini

La storia del Foro italiano comincia il 19 dicembre 1875 con la costituzione dell’omonima società, che meno di due mesi più tardi avrebbe ottenuto la prescritta autorizzazione governativa.

 

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La prima direzione annoverava, tra i suoi tre membri, Enrico Scialoja. Per i 140 anni a seguire, vi sarà sempre uno Scialoja alla guida della rivista: Vittorio dal 1927, Antonio dal 1934, Carlo dal 1964 e Michele dal 1999.

La sede, all’origine, non è definita con nettezza: sintomo, con ogni probabilità, del suo carattere ambulatorio rispetto agli studi dei professionisti che animavano la direzione. La prima indicazione ufficiale, del 1883, ci porta in via della Mercede. Di lì comincia un suggestivo itinerario romano, da via Pozzo della Cornacchia a via Genova e poi a via Rasella, fino a un approdo più stabile in piazza Cola di Rienzo, nel 1905. Di nuovo in marcia nel primo dopoguerra, a piazza Sant’Eustachio, a via Dogana Vecchia e, ancora, a piazza Borghese, dal 1927 e per più d’un trentennio. Dal 1961 il Foro italiano ha sede in via Pietro Cossa 41.

 

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Direttori e collaboratori

In questo torno di tempo hanno operato, in qualità di direttori della rivista:

Nicola De Crescenzio, Ferdinando Mecacci, Enrico Scialoja (1876-1877)

Nicola De Crescenzio, Enrico Scialoja (1878-1889)

Enrico Scialoja, Giunio Sabbatini (1890-1908)

Enrico Scialoja, Giunio Sabbatini, Vincenzo Romano (1909-1912)

Enrico Scialoja, Giunio Sabbatini (1913-1925)

Enrico Scialoja, Giunio Sabbatini, Luigi Busatti (1926)

Vittorio Scialoja, Giunio Sabbatini, Luigi Busatti (1927-1928)

Vittorio Scialoja, Luigi Busatti (1929-1933)

Luigi Busatti, Ugo Forti, Antonio Scialoja (1934-1938)

Luigi Busatti, Antonio Scialoja (1939-1943)

Luigi Busatti, Ugo Forti, Antonio Scialoja, Virgilio Andrioli, Carlo Ottolenghi, Adolfo Parpagliolo (1944-46)

Ugo Forti, Antonio Scialoja, Virgilio Andrioli, Carlo Ottolenghi, Adolfo Parpagliolo (1947-1950)

Antonio Scialoja, Virgilio Andrioli (1951-1960)

Antonio Scialoja, Virgilio Andrioli, Giuseppe Branca (1961-1963)

Virgilio Andrioli, Giuseppe Branca, Carlo Scialoja (1964-1976)

Carlo Scialoja, Giuseppe Branca (1977-1982)

Carlo Scialoja (1983-1998)

Michele Scialoja (1999-2011)

Andrea Proto Pisani, Michele Scialoja, Maurizio Converso (2012-2013).

Carlo Maria Barone, Onofrio Fanelli, Roberto Pardolesi, Andrea Proto Pisani, Michele Scialoja (2014-2015)

 

La direzione attuale è formata da Carlo Maria Barone, Onofrio Fanelli, Roberto Pardolesi, Michele Scialoja.

 

Al loro fianco, sempre e comunque un nutrito stuolo di grandi giuristi, che non è dato evocare singolarmente, anche se la tentazione di farlo è assai forte. Comunque, fra i tanti che hanno concorso a fare del Foro italiano un prestigioso strumento di lavoro e di studio non può non ricordarsi Virgilio Andrioli, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione di un’impronta moderna, capace di coniugare rigore e tempestività dell’informazione, e ha vieppiù incrementato le caratteristiche di indipendenza e trasparenza della Rivista e dei prodotti che la contornano e completano nel “sistema Foro”. Di quest’impronta è testimonianza tangibile la traccia fornita, già nel 1961 e rivisitata nel 1969, per l’allestimento delle note da pubblicare nella rivista: con poche modificazioni, imposte da mezzo secolo di progressi vertiginosi, quelle direttive appaiono ancor oggi quanto mai valide e, per molti versi, esprimono la “filosofia” del Foro italiano. bullet_pdfsmall Provare per credere.

Alla realizzazione dei prodotti “Foro” provvedono, oggi, un’agguerrita redazione e un folto, ma selezionatissimo corpo editoriale, costituito da più di 60 corrispondenti per la rivista e una ventina di collaboratori per il Repertorio.

Un’opera corale, dunque, che resta comunque aperta ― in un dialogo molto sorvegliato, ma proprio per questo particolarmente fecondo ― ai contributi dell’accademia e dell’universo professionale.